Non so come comportarmi? Non lo capisco più? Non verrebbe mai dallo psicologo, non posso farci niente? Non è più il mio bambino…
Lo psicologo in adolescenza può essere un ottimo alleato del ragazzo che deve affrontare numerosi compiti di sviluppo per acquisire le competenze necessarie a raggiungere la fase di sviluppo successiva, lo psicologo, inoltre, effettua anche con l’adolescente prevenzione per scongiurare quei fantasmi che angosciano tanto i suoi genitori (abuso di sostanze, comportamenti sessuali a rischio, disturbi del comportamento alimentare, difficoltà e abbandono scolastico), lo psicologo accompagna i ragazzi nei difficoltosi percorsi di orientamento scolastico e professionale con un metodo scientifico e validato.
Ma se il ragazzo si rifiuta categoricamente di recarsi al colloquio con il professionista, capita spesso e questo è dovuto alle caratteristiche proprie di questa fascia d’età, cosa fare?
Il genitore in questo caso si sente disarmato, senza più nessuna arma a disposizione. Deve arrendersi?
Assolutamente no, navigare senza bussola in questo mare tempestoso può essere frustrante ma anche in questi casi lo psicologo può essere un valido aiutante, un navigatore a cui affidarsi.
Il sostegno genitoriale è uno degli ambiti di intervento che preferisco.
Quando non si può lavorare direttamente con l’adolescente fornire supporto ai genitori è indispensabile.
Si può fornire una spiegazione su quello che accade nel cervello dell’adolescente che ha una maturazione differente rispetto a quella dell’adulto, aiutare a decodificare alcuni comportamenti, ipotizzare insieme se le preoccupazioni dei figli sono fondate o possono essere ridimensionate, capire se i comportamenti che fino a quel momento il genitore ha messo in atto sono funzionali alla risoluzione dei problemi o vanno modificate, sperimentando insieme quello che funziona meglio.
Lo studio dello psicologo, quindi, non è solo uno spazio in cui sfogarsi, ma un luogo in cui si fa , tra le altre cose, problemi solving per stare meglio e aiutare i figli.