Genitorialità e cervello: come la nascita di un figlio cambia il cervello di madri e padri

CERVELLO GRAVIDANZA

Diventare genitori cambia tutto — il ritmo della vita, le priorità, le emozioni. Ma c’è qualcosa che forse non ti aspettavi: diventare genitori cambia anche il cervello, in modo misurabile e duraturo. E non solo nelle madri.

La genitorialità rimodella la materia grigia

Negli ultimi anni la ricerca neuroscientifica ha aperto una finestra affascinante su cosa accade nel cervello durante la transizione alla genitorialità. Le modificazioni cerebrali nelle neomamme erano già state documentate da diversi studi: cambiamenti così significativi che i ricercatori erano in grado di distinguere, osservando sole immagini cerebrali, le donne che avevano vissuto una gravidanza da quelle che non l’avevano mai vissuta. E questi cambiamenti risultavano ancora presenti a due anni dal parto.

La spiegazione tradizionale puntava agli ormoni della gravidanza come principale causa di questi cambiamenti — rendendole più accudenti e più reattive ai bisogni del bambino. Ma un nuovo studio ha ribaltato in parte questa prospettiva.

Lo studio spagnolo sui padri: non sono solo gli ormoni

I ricercatori del Carlos III Health Institute di Madrid hanno analizzato, tramite risonanza magnetica, i cervelli di un gruppo di padri al primo figlio — prima e dopo la nascita — confrontandoli con quelli di un gruppo di controllo composto da uomini senza figli.

I risultati sono stati sorprendenti: anche i padri mostravano modificazioni cerebrali significative dopo la nascita del figlio. In particolare, è stata registrata una riduzione di una piccola percentuale del volume corticale. Un dato che, a prima vista, potrebbe sembrare preoccupante — ma che in realtà non lo è affatto.

Perdere materia grigia per diventare genitori migliori

La riduzione di volume corticale osservata nei padri non è un segnale di deterioramento: corrisponde a una specializzazione del cervello, a una sua maggiore efficienza nel connettersi con il proprio bambino.

È stato registrato anche un cambiamento nel sistema visivo cerebrale paterno: un dato che suggerisce quanto la vista sia uno strumento fondamentale per i padri nel riconoscere i propri figli, leggere i loro stati emotivi e rispondere ai loro bisogni.

Le aree cerebrali coinvolte nei cambiamenti di madri e padri sono diverse tra loro — e questo apre scenari di ricerca ancora tutti da esplorare.

Biologia e cultura: un confine da ridisegnare

Questi studi aprono una riflessione importante. Per anni il lavoro di cura è stato delegato quasi esclusivamente alle donne, con la giustificazione che la biologia le avesse rese naturalmente più adatte a occuparsi dei figli.

La ricerca ci dice che le cose sono più complesse. L’esperienza della genitorialità — non solo la gravidanza, ma il vivere accanto a un figlio — modifica il cervello anche di chi quella gravidanza non l’ha vissuta nel proprio corpo. La biologia non esclude i padri dalla cura: li prepara ad essa, a modo suo.

Questo ci porta a chiederci quanto, in realtà, siano la cultura e i ruoli sociali — più che la natura — a determinare chi si prende cura dei bambini.

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