È inutile che continuiamo a girarci intorno, i ragazzi, gli adolescenti hanno una diversa modalità di approcciarsi alle cose della vita, hanno una diversa percezione del rischio, sono più sensibili alle ricompense e al piacere immediato. Questo anche perché il cervello dei giovani, fra i 13 e i 20 anni si ristruttura completamente. Questa “rivoluzione neuronale” ha un impatto significativo sul comportamento e sulle percezioni dei ragazzi.
Semplificando enormemente i dati emersi dalle ricerche, possiamo dire che la corteccia prefrontale, quella deputata alla pianificazione e al controllo delle nostre attività e dei nostri comportamenti (anche di quelli a rischio) durante l’adolescenza sta ancora maturando. Il “cervello emotivo”, invece, (come per esempio i nuclei basali e in particolare il nucleus accumbes, in connessione con le aree delle emozioni nella corteccia frontale) è iperattivo durante la pubertà, molto sensibile alla prospettiva o, solo, alla speranza di una ricompensa che scatenerebbe facilmente il centro della gratificazione del cervello. Quindi è come se i ragazzi viaggiassero su di un mezzo potentissimo senza freni o quasi.
(Eveline Crone. (2008) Nella testa degli adolescenti. Urra.)
Il compito degli adulti in questi casi è quello dello scaffolding, impalcatura, concetto mutato dal suo corrispettivo bruneriano.
In quale modo dovremmo fornire un’impalcatura agli adolescenti? Cercando di essere noi stessi i freni che i ragazzi non hanno ancora, aiutandoli con fermezza a destreggiarsi tra le diverse spinte che li portano a “ficcarsi nei guai”.
Questi discorsi valgono in vari campi dello sviluppo puberale ma, ora, vorrei soffermarmi sui comportamenti sessuali a rischio.
Recenti studi confermano il numero crescente di contagi da HIV, sembra quasi di essere tornati indietro nel tempo, anche per i pregiudizi e le false notizie che circolano in merito.
Questo fa presupporre che gli adolescenti non utilizzino precauzioni, sottovalutando o ignorando deliberatamente il rischio.
Tali comportamenti incrementano la probabilità di contrarre anche altri tipi di malattie sessualmente trasmissibili, più o meno gravi, e la possibilità di una gravidanza non desiderata in giovane età.
La gravidanza in adolescenza è fonte di numerose complicazioni fisiche, ma anche psicologiche dovute all’immaturità dei genitori ed esse potrebbero ripercuotersi sulla qualità di vita dei ragazzi e dei loro genitori, nonché del nascituro. Abbandono scolastico, scarse aspettative professionali, aborti illegali, scarsi controlli medici durante la gravidanza, sono solo alcuni dei possibili esiti poco favorevoli. Per questi motivi essa va prevenuta e sostenuta laddove si sia già verificata, stilando con i futuri genitori un progetto di vita fattibile e accompagnandoli nella realizzazione dello stesso.
I comportamenti sessuali in adolescenza possono essere a rischio, non solo per i motivi fin ora esposti, ma anche per tutti gli aspetti e le conseguenze emotive che possono generare.
Intraprendere certi atti senza pensare ai correlati psicologici è estremamente pericoloso per i ragazzi: il senso di colpa, per esempio, la vergogna, il giudizio e gli atti di bullismo da parte dei coetanei, il senso di lontananza dalla propria fanciullezza e nei confronti della famiglia, fare determinate cose solo perché ci si sente costretti, l’incapacità di vedere alternative ecc… Quanti ragazzi ne hanno consapevolezza?
Lo stato delle cose ci deve dare immaginare che si fa poco per la prevenzione in adolescenza oppure che quello che si fa lo si fa male: LA SOLA INFORMAZIONE NON BASTA.
Vanno incrementare le funzioni di controllo e le strategie di pianificazione, è utile porsi come sostegno e come limite nei confronti dei ragazzi. Vanno aiutati i genitori, non serve a nulla puntare il dito contro di loro, l’educazione delle giovani generazioni è compito di tutta la società, dobbiamo farcene carico tutti, nessuno escluso.
