Negli ultimi decenni, per fortuna grazie anche alle indicazioni dell’OMS, le attività di sensibilizzazione nei confronti dei benefici per madre e figlio dell’allattamento esclusivo al seno fino ai sei mesi e dell’allattamento a richiesta e prolungato fino e oltre l’anno di età si sono moltiplicati.
Indubbi sono i benefici sia fisici che psicologici che questa pratica porta con sè. Durante i corsi preparto, e nei comunicati delle associazioni che promuovono questa pratica, la futura mamma si sente più volte ripetere che qualsiasi donna può allattare, che il latte é sempre sufficiente e sempre rispondente ai bisogni del neonato, si ribadisce piu volte il senso di appagamento e coinvolgimento reciproco.
Tutte queste informazioni sono assolutamente vere e la loro diffusione é sacrosanta ma non sempre poi, sebbene in tantissime realtà si é all’avanguardia in questo senso, la donna viene realmente supportata affinché l’allattamento si avvii in maniera serena e non sempre si tiene conto delle conseguenze emotive e psicologiche che si scagliano sulla donne laddove, per vari motivi, non riesca ad allattare.
Quanto questo bombardamento di informazioni può ingigantire i sensi di colpa, di vergogna e quel sentimento di inadeguatezza, già spesso presenti nelle neomamme che attraversano un periodo delicato come quello del post partum, in coloro che non riescono ad allattare cosi come avevano immaginato e desiderato.
E a maggior ragione, la tristezza e lo sconforto possono colpire le mamme che hanno avuto pensieri, legittimi, di fastidio nei confronti dell’atto di allattare?
Chi sostiene queste mamme? Chi le accompagna in questo percorso doloroso? Chi le aiuta ad accettare la propria immagine di mamma che non allatta, senza farla sentire per questo meno mamma?
Il sostegno psicologico in questo caso é fondamentale non solo per favorire un sano e sereno allattamento al seno ma anche per favorire l’accettazione di un percorso diverso e personale sottolineando che per il bambino la cosa piu importante è avere una mamma serena.
